Le ferite di Afrodite: L’Imperatrice e Il Carro.

Le ferite di Afrodite.

L’Imperatrice e Il Carro.

Nel post precedente, relativo alle ferite di Afrodite, abbiamo visto il nodo tra Imperatrice/Venere/Afrodite e Il Bagatto, giovane uomo inesperto. Il nodo era rappresentato da una Afrodite alle prese con la paura del tempo che passa e di ciò che comporta.

Qui vediamo un altro incontro: L’Imperatrice e Il Carro. Se L’Imperatrice è Afrodite, Il Carro è Apollo e non possiamo in queste poche righe approfondire tali Dei Archetipi, ma sottolineiamo che non ebbero mai una relazione…e non è un caso.

Sappiamo che i tarocchi sono interpellati nelle turbolenze amorose e non quando tutto fila liscio, infatti voglio precisare che ci sono momenti nella vita nei quali una Imperatrice ed un Carro si vivono felicemente la loro storia divertente, leggera, potremmo dire superficiale, nel senso migliore del termine, potremmo chiamare questo tipo di relazione un’amicizia amorosa o intima, dove ci si diverte in molte circostanze, ci si usa, anche qui nel senso migliore del termine, per passare del bel tempo insieme, dentro e fuori dal letto. Finito questo tempo o laddove uno dei due incontri un’altra persona, ci si lascia senza rancore e spesso si resta amici.

Ma torniamo quindi alle ferite di Afrodite, ai nostri tarocchi e alle figure di Imperatrice e Carro. Anche qui i due personaggi si fissano negli occhi, sono entrambi: giovani, belli, biondi, incoronati e, lei in un modo, lui in un altro, con la parte indicante i genitali, la sessualità in evidenza.

Queste similitudini ci dicono che si attirano perché si assomigliano, nella luce come nell’ombra.

Abbiamo qui la classica Cenerentola che aspetta il principe Azzurro. O comunque un uomo non tanto che la salvi, quanto che la porti via da una vita che lei reputa grigia, infelice, incompleta, non all’altezza delle sue doti e qualità, che nessuno vede e valorizza, in effetti, nemmeno lei, ma questo è il punto. Abbiamo Afrodite senza Ares, cioè la nostra Imperatrice da una parte sente, sa di avere doti e qualità, ha dei sogni, ha degli obiettivi, ma le manca una parte maschile attiva, che si/le riconosca il diritto di esigere, che apprezzi il suo valore, non riesce ad esprimere una parte coraggiosa, determinata che l’aiuti a portare avanti i suoi programmi e, soprattutto, a spostarsi da dove è. Come sempre in poche righe è difficile spiegare ed approfondire i tanti aspetti e le tante varianti di questa coppia, che può anche essere bellissima, come abbiamo visto più sopra. Qui prendiamo in esame gli aspetti ombra. Imperatrice e Carro si incontrano, si piacciono, in un primo momento si ri-conoscono, infatti, come abbiamo detto, si somigliano, in molti modi e hanno un’ottima intesa anche intellettuale. La fase iniziale è piena di seduzione, giochi amorosi, una quasi immediata sintonia e complicità. Poi, quando lei vorrebbe approfondire, quando lei vorrebbe passare dal gioco alla realtà, quando ormai si sente presa e pensa davvero che lui sia la persona giusta, che la capisce, la conosce e ri-conosce, che potrà portarla in quell’altrove che può essere la relazione stabile che le cambierà la vita, un altro ambiente, un’altra città, ovunque, ma via da dove/come sta, lui invece comincia a frenare, si raffredda, si allontana. Può pure sparire, lasciando un vuoto tremendo, pieno di quel gelo affettivo che non solo fa soffrire Imperatrice/Afrodite, ma la terrorizza, la butta nel baratro del vuoto: là dove non c’è amore(esterno), lei non esiste e l’antica ferita dell’abbandono, che non possiamo trattare qui, ma che di fatto è uno dei punti focali del seminario “Venere e Marte: l’arte della relazione” oltre che della vita di ognuno di noi, si riapre, lacerante. Lui, Il Carro, non riesce a stare, non sa stare nell’emotività vera e profonda, lo spaventa perdere il controllo di sè stesso, sentire il sentimento che prende il sopravvento sulla ragione : questa è la sua, di ferita, è la sua ombra, speculare e simile a quella di lei, ma per i soliti motivi, non possiamo approfondire qui.

La ferita di Afrodite/Imperatrice è, come dicevo prima, l’abbandono e la necessità di recuperare un amore che la faccia sentire amata per sempre, che la faccia sentire “principessa”, scelta da quel genitore che molto probabilmente l’ha ignorata, pure essendo presente, oppure che c’era a “tempo” e che non l’ha abbracciata abbastanza, non l’ha realmente riconosciuta e valorizzata per le sue doti profonde, ma solo, se va bene, per la sua bellezza, bontà, intesa come obbedienza e assenza di pretese/capricci e per la sua bravura, intesa sempre come obbedienza e capacità di farcela da sola, senza chiedere.

Lo schema si ripete e Afrodite/Imperatrice si innamora di un Carro che sembra esserci, che valorizza la sua bellezza, la sua intelligenza, che sembra comprenderla e amarla, ma quando si tratta di andare in profondità, di conoscerla veramente e di entrare in una relazione di affetto, emozioni, di aiuto reciproco e crescita, scappa, come quel genitore che non l’ha mai vista né mai fissata a lungo negli occhi, per non vedere il suo dolore, le sue esigenze, che molto probabilmente il genitore stesso, non sapeva come gestire. Il Carro scappa, da solo, senza portarla con sé, lei di nuovo si sente piccola e invisibile, ferita e vuota. Se ancora non è pronta, cercherà di evitare il dolore e partirà la ricerca di un ennesimo salvatore e con ciò la ripetizione dello schema.

Se va bene si chiederà il perché è capitato di nuovo e anziché cercare un altro Carro che la porti via, prenderà in mano le redini e cercherà il percorso interiore che la porterà a riempire, o almeno a comprendere quel vuoto, quel bisogno, spezzando il ciclo e aprendosi a percorrere nuove strade.


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