La Vigilia di Natale

 

Nella tradizione popolare, la notte di natale si passano “i saperi”. Cosa sono i saperi? Parliamo di saperi magici. Nelle campagne fino agli anni ’80, magari, lo spero proprio, qualcuno anche ora, c’erano persone che “segnavano i dolori”, molti avevano una specializzazione particolare, chi curava bene il mal di testa, chi faceva sparire il fuoco di Sant’Antonio, chi il mal di schiena; poi c’erano i/le cartomanti, che, se erano quelle vere e sagge, attenuavano i dolori del cuore, dell’animo. Queste persone solitamente operavano (operano?) praticamente fino alla fine dei loro giorni, è una missione, sentono di doverlo fare. Ma ad un certo punto possono sentirsi esausti, esauriti e/o percepire che è tempo di “passare il sapere”, che sono le loro formule, le loro preghiere, i loro rituali e certamente la loro esperienza personale di quel particolare campo. A quel punto, sempre generalmente, si passava il potere ad una persona di famiglia, un/una nipote (di solito una nipote femmina per le cartomanti) e se in famiglia non c’erano persone “adatte”, le si cercava tra le conoscenze. Questa ricerca dell’erede poteva essere breve o lunga, a seconda, comunque fosse, a dicembre doveva essere pronta/o e, nella notte di natale, rigorosamente a voce, i saperi venivano passati e la/il nuova/o segnante o cartomante avrebbero iniziato nell’anno nuovo la loro nuova vita. Questo certamente in Romagna e anche a Bologna. Nel resto d’Italia non so, ma credo proprio che fosse/sia la stessa cosa.
Oggi è un giro speciale e anche se nessuno ti ha passato dei saperi magici, potresti onorare i saperi che ti sono stati tramandati, che so, una ricetta di famiglia, un detto un motto che usi per tirarti su, un precetto che ti guida da sempre e che ti porta sempre fortuna.

Foto di Tracy Lundgren da Pixabay


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